Category Archive:cultura

ByAlessandro Fedele

Gara Ciclistica Giuseppe Giampiero. 83esima edizione

Gara Ciclistica Giuseppe Giampiero.
83esima edizione nel Circuito Tuoro

  •  09/07/2017 9.22.22
  •  SPORT

Caserta – La 83^ edizione della gara ciclistica di Tuoro (frazione del Comune di Caserta) si svolgerà Domenica 16 luglio con partenza alle ore 15:00. La gara ha una storia di ben 83 anni e come sempre vedrà partecipanti da tutta Italia. La storia del “circuito Tuoro” risale al 1921, allora denominata “circuito ciclistico di Tuoro”, che vide vincitore della prima edizione, il ciclista Giuseppe Giampiero. Fino al 1932, la competizione ciclistica portò il nome di circuito ciclistico tuorese, poi venne modificato.

Il ’32 fù, purtroppo, l’anno della fine del logo originario a causa della tragica morte, a Itri, del primo campione. La sua morte fu commozione nazionale e grazie alla diffusione della notizia che il giornale “Roma” seppe dare, si arrivò alla decisione di dare nuovo nome alla gara, che venne perciò chiamata “Gara Ciclistica Medaglia d’Oro Giuseppe Giampiero”.

Il presidente del Circolo Sportivo Dilettantistico, Nicola Gentile, ha detto: “questo è un ‘fil rouge’ ideale per unire quei cittadini che sono stati pionieri di questa bellissima corsa”. Ha continuato poi, toccando le tematiche che forse oggi definiamo le più importanti per la nostra società e infatti ha detto: “bisognerebbe dire che questa gara ciclistica rischia di scomparire per mancanza di finanziamenti.

Ciò sarebbe un peccato siccome le società sportive provenienti da quasi tutta l’Italia, portano con sé centinaia di supporters, che come dice il presidente del circolo, costituiscono un importante veicolo pubblicitario per le bellezze turistiche della città di Caserta.

(Alessandro Fedele)

ByAlessandro Fedele

Artedanza, saggio di fine anno.

Artedanza, saggio di fine anno.
Teatro Izzo, domenica 11 giugno

  •  06/06/2017 21.09.36
  •  EVENTI

Caserta – Domenica 11 giugno alle ore 20:00, al Teatro “Izzo” di via Kennedy che alcuni ricordano come rione Kennedy, si terrà il saggio di fine anno accademico della Scuola di Danza “Artedanza” di Annalisa Martusciello, situata in via Gallicola, poco distante dallo Stadio Provinciale del Nuoto.

La scuola della Maestra Martusciello, nasce soprattutto per passione e perciò nel non tanto lontano 2009, sostenuta dai suoi genitori e dalla volontà di insegnamento, mette in pratica i suoi studi. Ovviamente portare avanti da soli l’insegnamento della danza, non è tanto semplice e perciò da un po’ di tempo la Maestra è aiutata da una giovanissima professionista.

Ritornando al saggio, quest’anno sarà caratterizzato dalla musica dal vivo in una sola esibizione di danza. La musica dal vivo sarà eseguita da una sola viola, Ida Rispoli, giovane studentessa e da tempo musicista per varie orchestre della Campania, che accompagnerà il ballo neo classico, realizzato da Sofia Rispoli, assistente della maestra, inserito nel quadro degli “Invisibili”. L’opera gli “Invisibili”, realizzata da Francesco Marino e Annalisa Martusciello, tratterà in maniera artistica, la clamorosa vicenda dell’immigrazione.

Il programma della serata, che può coinvolgere anche i meno appassionati al ballo, sarà diviso in due parti. La prima parte vedrà l’esibizione degli allievi nel ballo classico e perciò eseguiranno la coreografia dello “Schiaccianoci”, rielaborato da Sofia Rispoli e da Annalisa Martusciello. Nella seconda parte di questa serata di intrattenimento si assisterà all’esibizione di stile moderno e quindi della coreografia “Invisibili”.

Quest’anno sarà Alessia Arena a diventare nuova diplomata in danza presso Artedanza e l’artista sarà anche protagonista dello “Schiaccianoci” nel ruolo della Fata Confetto.

Il saggio di fine anno serve per far conoscere il lavoro compiuto dagli insegnanti della scuola di danza e serve ancor più per mostrare il progresso fisico, psichico e artistico che gli allievi compiono. L’esibizione finale, dopo un anno di studio, aiuta gli allievi a superare la propria timidezza e mostrare il loro talento fino ad accrescere il proprio carattere e la propria sensibilità. ( Nella foto grande Sofia Rispoli, nei riquadri a sinistra Ida Rispoli e Francesco Marino)

(Alessandro Fedele)

ByAlessandro Fedele

Processo a Medea del Liceo Manzoni andato in scena al Teatro Parravano

Processo a Medea del Liceo Manzoni
andato in scena al Teatro Parravano

  •  27/05/2017 8.08.34
  •  SCUOLA

Caserta – Si è svolto a Caserta, al Teatro Comunale “Parravano”, il suggestivo spettacolo “Processo a Medea” interpretato dalla Compagnia “Laboratorio Teatro Classico” del Liceo “A. Manzoni” di Caserta. Sia dal punto di vista dei contenuti che da quello grafico, lo spettacolo si è mostrato alquanto suggestivo; una delle testimonianze è proprio chi vi scrive. Le musiche, i costumi, le scenografie e soprattutto i giovani attori di età compresa tra i 15 e i 18 anni, così come ha tenuto a sottolineare il dirigente del “Manzoni”, la Prof.ssa Adele Vairo.

Non si è tuttavia trattato di un debutto per la compagnia, che non molti mesi fa, a Palermo, ha messo in scena “Processo a Medea”, con un’esibizione sbalorditiva al punto tale da essere insigniti del primo premio al Festival “Thauma”, kermesse nazionale di Teatro Antico per le scuole superiori, promosso dall’Università Cattolica di Milano.

Ciò è una prestigiosa realtà nel territorio Casertano. La bravura li ha finanche portati ad essere scelti per la giornata inaugurale del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, nella splendida cornice dell’antico teatro di Palazzolo Acreide.

Ma non distogliamo lo sguardo dallo spettacolo al “Parravano”… Anticipato da una breve presentazione video del Laboratorio Teatrale, è iniziata la serata per la manifestazione “Processo a Medea”. La rappresentazione era ben articolata; la prima parte, introdotta dai ragazzi del primo anno di Liceo Classico, ha proposto al pubblico un sunto della storia della vita di Medea, protagonista dell’eclatante ultimo atto. Lo svolgimento della rappresentazione è stato, invece, un percorso teatrale che ha avvicinato l’osservatore ai percorsi vicendevoli di Medea. Ultimo atto, quindi le scene conclusive, e finalmente in pratica il processo a Medea, giustiziata e successivamente rimpianta.

A chiusura di sipario, entra in scena la Preside Adele Vairo con Giancristiano Desiderio e Massimo Santoro, che hanno poi presentato gli attori e un’attenzione particolare, della Preside, alle associazioni e le autorità intervenute, quali: tutte le delegazioni Rotary Club, le delegazioni Lions, i rappresentanti dei Sindacati della Scuola, il Presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la dott.ssa Francesca Nardi, la Stampa, l’indispensabile servizio di hostess di Aldo Cobianchi, il sottosegretario emerito del MIUR Felice Vairo, l’Ordine dei Medici, l’Accademia Olimpia, il WWF Caserta, le autorità emerite e non della Provincia, il presidente del Tribunale Napoli Nord, la AFDigitalPR, e le Associazioni tutte rappresentate dai presidenti o dai soci che hanno partecipato con il loro sostegno morale.

A proposito di sostegni, non dimentichiamo il patrocinio morale col quale il comune di Caserta ha voluto omaggiare il Liceo e il suo laboratorio teatro classico, motivo per cui la scuola “Manzoni”, ha voluto encomiare il sindaco Carlo Marino con una targa ricordo.

Un fattore alquanto sorprendente è stata la “rottura degli argini” del Teatro “Parravano”, ovvero la metaforica esondazione a causa di un inaspettato numero di spettatori, tanto che la sala ha impegnato tutti e 400 i posti a disposizione e ha concesso una sola fila di spettatori, purtroppo in piedi e circa 100 persone fuori dal teatro ma impazienti di una replica dello spettacolo così come già più volte richiesto.
(Alessandro Fedele)

(foto di Antonella Campagnano)

ByAlessandro Fedele

“La mafia può essere abbattuta ma abbiamo bisogno di tutti gli italiani”

“La mafia può essere abbattuta
ma abbiamo bisogno di tutti gli italiani”

  •  26/05/2017 17.53.15
  •  CULTURA

“La mafia può essere abbattuta” – queste le parole del Generale Domenico Cagnazzo che ha poi continuato dicendo – “ per farlo abbiamo bisogno di tutti gli Italiani”. Ricorda al pubblico l’arresto di Riina che lui stesso condusse. Tenendo poi a sottolineare – la mafia non è ancora morta e quindi dobbiamo tenere la guardia alta – ha poi ricordato l’appuntato Tiziano Della Ratta, che perse la vita a Maddaloni, per mano della criminalità organizzata.

Tutto ciò è avvenuto durante la presentazione del libro “MAFIA, Genesi di un male” di Claudio Mazzarese Fardella Mungivera, che ha composto questo saggio grazie alla sua esperienza come ufficiale di Carabinieri – ha detto – questo saggio tenta di chiarire quello che possiamo definire un uso improprio del termine mafia, che nella storia ha assunto varie valenze. Il libro non fa nient’altro che aiutare chi lo legge, a comprendere la gravità del fenomeno, facendo così da guida ad una vita per la legalità.

La mafia è l’ignoranza delle persone e questo ho potuto capirlo – ha detto – grazie ai valori che il mio colonnello dell’ epoca (D. Cagnazzo), ha saputo trasmettermi quando ero un giovane ufficiale a Palermo e spero che questo scritto possa far comprendere alla gente quanto ci sia bisogno di fare unione per debellare la criminalità organizzata. In risposta, Marco Puglia, ha detto : “L’omertà è ovviamente un ostacolo alle istituzioni e un danno alla società”, e, infatti, Mungivera fotografa, in maniera drammatica, la situazione vissuta con l’associazione criminosa che se non denunciata a causa di quel fattore detto “omertà”, non sarà mai possibile accostare la parola fine a quella mafia.

Per chi vi scrive, il libro è apparso semplice e critico, generando una sorta di invito nascosto a credere nello Stato che è l’unione delle persone sane di gesti. Lo scrittore, poi non si sofferma solo sui fatti dei giorni nostri, bensì, crea una pluralità con il presente e il passato e quindi la relazione storica, dei secoli addietro, con la criminalità organizzata.

Ritornando poi allo stimabile Cagnazzo che dice – “la camorra non è la mafia” – spiegando che per esperienze vissute, è certo che la situazione criminosa che si vive nelle nostre zone non è paragonabile a quella siciliana – a Palermo è possibile toccare con mano la mafia.
(Alessandro Fedele)

ByAlessandro Fedele

Rievocazioni storiche a Capua con il Prof. Francesco Sabatini

Rievocazioni storiche a Capua
con il Prof. Francesco Sabatini

  •  25/05/2017 8.13.11
  •  CULTURA

Capua (Caserta) – Sabato 28 maggio alle ore 10:30, verrà inaugurata a Capua, nella zona longobarda, la terza edizione dell’ evento “Placito Capuano”. La manifestazione inizierà con lo svelamento di un cippo commemorativo, davanti la chiesa di San Salvatore a Corte, dedicato all’ importante documento scritto in volgare italiano. La manifestazione, organizzata dalla Touring Club di Terra di Lavoro ha invitato il Professore Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.

Anche quest’anno, la Principessa longobarda Adelgrima, si risveglierà dal suo millenario sonno, come dice il console della Touring Club, Annamaria Troili. L’evento non ha solo richiamato l’attenzione dell’Accademia della Crusca, bensì ha interessato le istituzioni e le scuole del luogo, che infatti, collaboreranno a rendere sempre più interessante la giornata del Placito Capuano.

Ma vediamo la storia legata a questa giornata…
Tutto risalente all’anno 960, a Capua, tra le più antiche città longobarde caratterizzata da un lungo processo di ricostruzioni in seguito alle distruzioni belliche, che hanno cancellato una parte della città poi ricostruita dai Romani nella zona detta Casilinum.

Il placito, a cui fa riferimento il titolo della giornata, è un documento di sentenza, emesso dal giudice Capuano dell’epoca, Arechisi, che riconosceva il diritto per le proprietà di alcune terre occupate da Rodelgrimo, all’Abazia di Montecassino.

L’importanza del placito sta nell’evoluzione della comunicazione, tanto è vero, che la sentenza viene scritta in volgare, innovazione per il tempo, dato che tutti i documenti venivano elaborati in latino. Ciò segnò l’inizio della stesura dei manoscritti nella lingua del popolo. In seguito, Capua, è divenuta “Città della Lingua Italiana”. (Alessandro Fedele)

ByAlessandro Fedele

Antonia Terracciano in La Serva Padrona in scena a San Lorenzo Maggiore di Napoli

Antonia Terracciano in La Serva Padrona
in scena a San Lorenzo Maggiore di Napoli

  •  09/05/2017 20.50.00
  •  TEATRO

Nel lontano 1733, il compositore, organista e violinista di Jesi, dell’epoca barocca Giovan Battista Pergolesi compose la celebre opera musicale “La Serva Padrona”. Questa fu realizzata in vista del compleanno di Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel su libretto di Gennaro Antonio Federico e fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Bartolomeo di Napoli il 28 agosto 1733.

A quanto pare lo stesso Pergolesi non immaginava la fama che ben presto avrebbe raggiunto la sua composizione, tanto che quest’ultima segnò l’inizio di un nuovo genere musicale, ovvero l’opera buffa. A testimonianza della celebrità raggiunta dalla “Serva Padrona” vi è la sua esecuzione nei più importanti teatri reali europei: come già detto, nel Regno di Napoli al Teatro San Bartolomeo, a Parigi all’Académie Royale de Musique e a Londra all’ Her Majesty’s Theatre.

Domenica 14 maggio alle ore 18:00 la “Serva Padrona” verrà rappresentata nuovamente a Napoli, nella Sala Sant’Antonio del Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore (in piazza San Gaetano 316).

L’interesse per i casertani per questo evento musicale è dato anche dall’interpretazione del Soprano Antonia Terracciano, originaria di Caserta che, seppure di giovane età, è già celebre per le sue abilità canore. Il soprano interpreterà Serpina e insieme a lei saliranno sul palco il baritono Giampiero Cicino nel ruolo di Uberto e l’attore Pierangelo Fevola nel ruolo di Vespone. L’orchestra “San Giovanni” sarà diretta dal M° e basso continuo, Keith Goodman. (Alessandro Fedele)