Monthly Archive:marzo 2018

ByAlessandro Fedele

Buona Pasqua di cuore a tutti!

Cari amici,

in questo significativo e bellissimo giorno, voglio augurarvi tanto amore e gioia, affinché questa Pasqua porti una nuova luce nei vostri cuori.

Oggi è il giorno della Resurrezione e dobbiamo cercare di risorgere anche noi e di amarci e rispettarci a vicenda sempre. Pasqua è nuova vita, è gioia dopo le sofferenze, è premio per la tolleranza, è quiete dopo le tempeste.

Auguro a tutti voi che questa Pasqua possa donarvi nuova speranza.

Auguri!

              

               

ByAlessandro Fedele

TROPPE BUFALE. Vediamo chi hanno fatto morire in questi giorni. Attento!

Troppa gente che non ha niente da fare, nessuna occupazione, nessun interesse se non quella di fare falsa testimonianza e bufale tremende. Quando è morto Fabrizio Frizzi perfino Luca Abete era convinto fosse una Fake News e a dire il vero lo ero anche io. Per convincermi di quanto era veramente accaduto ho dovuto aspettare la notizia della RAI ma ti confesso che sono ancora incredulo, ti sembrerà strano ma è così. In ogni caso non ti voglio parlare di Fabrizo perché già lo fanno in molti. A questo punto già so che vuoi uscire da quest’articolo perché ti sei annoiato. Fermati! Ti devo dire che “Il Papa emerito è morto”. Adesso sei sconvolto e vuoi smettere di leggere ma in realtà non sai che Benedetto XVI è vivo e vegeto, ha incontrato il Santo Padre Francesco e svolge tranquillamente a casa sua le giornate.

Ti chiederai il perché di quell’affermazione sopra riportata, giusto? Allora devo dirti due cose: 1) era una grande bufala; 2) non credere mai a nessuno, nemmeno a me. ‘Se non vedo non credo’, dicono mezzo milione di persone che però alla fine finiscono sempre con il leggere articoli da blog come questo…

Se ti stai chiedendo perché mi sto auto-sminuendo è semplicemente un modo per farti capire che di me ti puoi fidare, puoi leggermi e ti dirò la verità, spero…

Devi sapere, ma già lo sai, perché non sono il primo che lo dice, che migliaia di scritti che girano sul web sono fake news bastarde. Il problema non è tanto la schifezza della falsa notizia in se, ma il fatto eclatante che le persone ci cascano e troppo spesso fanno brutte figure quando parlano con gli altri dicendo BUFALE. In realtà si può scongiurare il pericolo però non è per niente semplice, anzi per alcuni impossibile.

Di solito siamo rapidi nel cliccare un link non appena ci compare su facebook o twitter e che magari è intitolato con una tragedia o sventura capitata ad un personaggio famoso o cose simili. Quando apriamo: leggiamo, scorriamo, osserviamo immagini serie pubblicate e magari ci prendiamo anche qualche virus informatico finendo poi per convincerci che tutto quello che abbiamo letto è pura verità.

Prima o poi finiamo tutti per leggere ANSA o Repubblica che ci frenano e ci danno un bel ceffone siccome smentiscono tutto ciò che crediamo vero e tutte le baggianate che raccontano certi stupidi su certi blog.

Quindi dicevamo che riconoscerli non è semplice e perciò vediamo se riesco a darti delle dritte che come ho già detto te le avranno date anche altri, più preparati e più bravi di me.

Prima di tutto fai attenzione che non si tratti di siti che si spacciano per grandi testate giornalistiche, spesso cambiano una lettera al nome del giornale e la somiglianza ci tradisce.

Seconda cosa fai attenzione alle immagini: spesso scrivono che è l’immagine dell’accaduto in questione mentre è raffigurato un accaduto avvenuto chissà quando e chissà dove.

Per terza cosa devi sapere che approfondire le ricerche non è mai cosa cattiva. Quindi dopo aver letto dalla prima fonte cercane una seconda e poi una quinta, senza esagerare perché rischi l’emicrania.

Ultima cosa, la quarta dell’elenco, più importante di tutto è non condividere la notizia finché non hai la certezza che tutto ciò che scritto è la verità riportata per filo e per segno.

Adesso ti chiedo: sei sicuro di volermi credere sulla parola? Se hai il coraggio di prendere seriamente i miei consigli ne sono davvero lieto, perciò spero che la prossima volta prenderai con le pinzette da chirurgo ogni frammento di notizia girovagante nel web.

ByAlessandro Fedele

Oggi a 157 anni dall’Unità d’Italia. Cosa facevano i giornali e chi erano?

Il 17 marzo 1861 nacque a Torino il Regno d’Italia. Sono trascorsi 157 anni da quel lontano 17 marzo e oggi siamo qui a parlare di Repubblica Democratica Italiana. Nel periodo in cui avvenne l’unificazione nazionale (1859-1870) l’Italia era un paese essenzialmente agricolo, con una disparità tra l’agricoltura della Pianura Padana e quella delle altre Regioni ma l’industria per l’epoca era ancora debole ed esistente solo in Lombardia e Piemonte. Le differenze sociali invece erano abissali e nelle classi povere si diffuse il malcontento generale. Progressivamente andò diminuendo l’analfabetismo anche grazie alla diffusione del giornalismo. Quindi come si diffusero i giornali?

In tutta l’Italia vennero diffusi principi liberali sanciti dallo Statuto Albertino e dall’Editto sulla stampa, che permise alle lotte politiche di alimentarsi e servì quindi alla creazione di nuovi giornali gestiti da fazioni politiche. Solo quattro quotidiani prevalsero su tutta Milano: “La Gazzetta di Milano”, “La Lombardia”, “Il Pungolo” e “La Perseveranza”. “Il Pungolo” di propietà Leone Fortis è quello che ottenne maggior successo tra i lettori: ne ingrandì il formato e ne arricchì i contenuti riuscendo a rendere il foglio di giornale assai popolare così per dieci anni il venditore fu chiamato il  “pungolista”. “La Gazzetta di Milano” di Sonzogno, riscosse successo grazie ad alcune vicende documentate sugli imbrogli legati alla costruzione di piazza Duomo e della Galleria Vittorio Emanuele II, vicenda che all’epoca provocò lo sfascio dell’amministrazione cittadina.

Anche a Torino la scena dei giornali si riscaldò fino a peggiorare e quindi a subire un’involuzione anche a causa del trasferimento della capitale a Firenze. Una scelta, quella di Firenze come sede del Governo e del Parlamento, che spalancò le porte al quotidiano “La Nazione” diretto da Bettino Ricasoli. In totale furono undici i quotidiani politici che vennero pubblicati a Firenze in quel periodo. A Napoli, invece, nacque “Il Roma” (effettivamente un nome fantasioso visti i 232Km di distanza) mentre a Palermo Il quotidiano con il quale la famiglia Ardizzone iniziò la sua storia editoriale, che ancora oggi ne è proprietaria, è “Il Giornale di Sicilia”, ma per questo si aspettò a dopo l’arrivo delle camice rosse nel 1860. A Roma continuò in ogni casò la sua diffusione de “L’Osservatore Romano”, ancora oggi voce ufficiale della Santa Sede Vaticana.

Fuori dall’Italia, a 1.421km da Roma, il giornale che ottenne il primato in assoluto fu “Petit Journal” del quale, come altri elencati sopra, possiamo parlare soltanto al passato siccome è stato un quotidiano francese, repubblicano e conservatore, fondato dal giornalista Moïse Polydore Millaud, che durò dal 1863 al 1944. Fino alla prima guerra mondiale, fu uno tra i più importanti quotidiani francesi, con “Le Petit Parisien”, “Le Matin” e “Le Journal”.

ByAlessandro Fedele

Ciao Stephen! Tu sai meglio di noi dove sei ora…

Ciao Stephen Hawking! Ti ricorderemo per le tue capacità, per la tua sconvolgente intelligenza. Con la tua teoria del tutto hai illuminato nuove menti e oggi a 76 anni hai deciso di spiccare il volo chissà dove.

Ci hai lasciato in un grande dubbio: tu che ci parlavi di qualcosa non comprensibile per tutti, adesso dove sei?

A 21 anni sei stato colpito dalla SLA eppure la tua mente schizzava verso l’infinito e oltre. Molti non sanno che a 32 anni sei diventanto uno dei membri più giovani della Royal Society in Gran Bretagna. Hai lasciato l’Università di Oxford per studiare astronomia teorica e cosmologia a Cambridge, dove hai ottenuto la cattedra di matematica nel 1979 insegnando per trent’anni.

A te, con la tua grande esperienza scientifica, dobbiamo la teoria cosmologica sull’inizio senza confini dell’Universo e la termodinamica dei buchi neri. Non ti sei mai fermato nonostante le gravi malattie e negli anni hai rivisto più volte le scoperte sempre da te effettuate, senza mai smettere di indagare sui confini  del cosmo portando le nostre conoscenze ad un punto ben preciso: il più grande dubbio amletico che mi permetterai di definire “dubbio hawking”.

Probabilmente sapevi già dove saresti andato dopo la vita. Chissà se un giorno riusciremo anche noi da qui a capire quello che tu capivi e che ci trasmettevi per mezzo di indispensabili macchine. Riposa in pace Stephen. Questo è il mio messaggio di cordoglio.

Con ammirazione. Alessandro