Oggi a 157 anni dall’Unità d’Italia. Cosa facevano i giornali e chi erano?

ByAlessandro Fedele

Oggi a 157 anni dall’Unità d’Italia. Cosa facevano i giornali e chi erano?

Il 17 marzo 1861 nacque a Torino il Regno d’Italia. Sono trascorsi 157 anni da quel lontano 17 marzo e oggi siamo qui a parlare di Repubblica Democratica Italiana. Nel periodo in cui avvenne l’unificazione nazionale (1859-1870) l’Italia era un paese essenzialmente agricolo, con una disparità tra l’agricoltura della Pianura Padana e quella delle altre Regioni ma l’industria per l’epoca era ancora debole ed esistente solo in Lombardia e Piemonte. Le differenze sociali invece erano abissali e nelle classi povere si diffuse il malcontento generale. Progressivamente andò diminuendo l’analfabetismo anche grazie alla diffusione del giornalismo. Quindi come si diffusero i giornali?

In tutta l’Italia vennero diffusi principi liberali sanciti dallo Statuto Albertino e dall’Editto sulla stampa, che permise alle lotte politiche di alimentarsi e servì quindi alla creazione di nuovi giornali gestiti da fazioni politiche. Solo quattro quotidiani prevalsero su tutta Milano: “La Gazzetta di Milano”, “La Lombardia”, “Il Pungolo” e “La Perseveranza”. “Il Pungolo” di propietà Leone Fortis è quello che ottenne maggior successo tra i lettori: ne ingrandì il formato e ne arricchì i contenuti riuscendo a rendere il foglio di giornale assai popolare così per dieci anni il venditore fu chiamato il  “pungolista”. “La Gazzetta di Milano” di Sonzogno, riscosse successo grazie ad alcune vicende documentate sugli imbrogli legati alla costruzione di piazza Duomo e della Galleria Vittorio Emanuele II, vicenda che all’epoca provocò lo sfascio dell’amministrazione cittadina.

Anche a Torino la scena dei giornali si riscaldò fino a peggiorare e quindi a subire un’involuzione anche a causa del trasferimento della capitale a Firenze. Una scelta, quella di Firenze come sede del Governo e del Parlamento, che spalancò le porte al quotidiano “La Nazione” diretto da Bettino Ricasoli. In totale furono undici i quotidiani politici che vennero pubblicati a Firenze in quel periodo. A Napoli, invece, nacque “Il Roma” (effettivamente un nome fantasioso visti i 232Km di distanza) mentre a Palermo Il quotidiano con il quale la famiglia Ardizzone iniziò la sua storia editoriale, che ancora oggi ne è proprietaria, è “Il Giornale di Sicilia”, ma per questo si aspettò a dopo l’arrivo delle camice rosse nel 1860. A Roma continuò in ogni casò la sua diffusione de “L’Osservatore Romano”, ancora oggi voce ufficiale della Santa Sede Vaticana.

Fuori dall’Italia, a 1.421km da Roma, il giornale che ottenne il primato in assoluto fu “Petit Journal” del quale, come altri elencati sopra, possiamo parlare soltanto al passato siccome è stato un quotidiano francese, repubblicano e conservatore, fondato dal giornalista Moïse Polydore Millaud, che durò dal 1863 al 1944. Fino alla prima guerra mondiale, fu uno tra i più importanti quotidiani francesi, con “Le Petit Parisien”, “Le Matin” e “Le Journal”.

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Alessandro Fedele administrator

Alessandro Fedele è Autore e Opinionista. Appassionato di attualità e redattore presso BelvedereNews

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