Monthly Archive:aprile 2018

ByAlessandro Fedele

Perchè il 25 aprile le scuole sono chiuse? È la Festa della Liberazione

Il 25 aprile 1945 avvenne la liberazione dell’Italia da parte dei nazifascisti. Un giornale dell’epoca pubblica una foto di Milano liberata.

Ma perché proprio Milano tra tante città italiane?

Quello stesso giorno fu la città di Milano che assistì all’insurrezzione dei partigiani sui fascisti. Ma anche Torino è protagonista della liberazione. Queste erano le due città importanti da “ripulire” siccome focolaio della vita nazifascista.
Finalmente la maggior parte dell’Italia fu liberata e la guerra era molto vicina alla fine.
Qualche giorno dopo, il 28 aprile 1945, Mussolini viene catturato e giustiziato sempre dai partigiani che chiaramente erano diventati assai forti. I tedeschi vedendo ciò e anche per altre vicissitudini, l’8 maggio si arresero.

Ciò che è possibile vedere in questa lunga, ma non lunghissima guerra, è la resistenza partigiana, forte fino in fondo, che è diventata una forza militare in poco tempo e che rappresentava anche i veri valori dell’Italia. Ma perché è festa nazionale? E chi erano i partigiani?

La Resistenza fatta con gli alleati, è stata un lungo combattimento per sconfiggere i fascisti e i nazisti. Per quest’opera “buona” sono intervenute persone di tutte le estrazioni sociali e di diverse vedute politiche che unendosi si sono ribellate alla dittatura di quegli anni. La loro è stata una guerra civile a tutti gli effetti.
I partigiani erano i combattenti della Resistenza anche se non erano un esercito a tutti gli effetti. Questi si armavano al meglio e in gruppo attaccavano il nemico. I partigiani e tutti gli oppositori del nazifascismo, solitamente, facevano parte del Comitato di Liberazione Nazionale.
Alla fine, solo grazie alla lotta unita fra gli alleati, si riuscì a demolire la dittatura e a spianare il terreno per uno stato democratico.
Più tardi, dopo che gli animi erano placati, si riunì un’assemblea, l’Assemblea Costituente che scrisse l’attuale costituzione firmata da un capo provvisorio del nostro Stato appena nato. L’Assemblea, che fu in larga parte composta da membri del CLN, durante la stesura della Carta Costituzionale, tenne a soffermarsi sulle tradizioni politiche da conservare, ma non da esasperare. Oltre queste, furono anche ispirati dai principi di democrazia e di antifascismo sui quali oggi è eretto il migliore stato al mondo, anche se con qualche pecca.
Ogni anno è importante fare memoria piuttosto che festeggiare la Liberazione del 25 aprile. Le varie città italiane organizzano cerimonie militari solenni o eventi di carattere culturale. Con il passare degli anni molti hanno dimenticato cosa commemora questa emblematica data. Sono sempre meno, purtroppo, i partigiani che possono raccontare la loro storia, che in un certo qual modo è la nostra storia.
Oggi canzoni storiche dei partigiani, come “Bella ciao”, vengono cantate senza comprenderne il senso. Quando si dice fare memoria non si dice piangersi addosso. E’ un modo per dire ricordo così da non dimenticare e così da non cadere nello stesso errore. Se ai giorni d’oggi la preoccupazione è proprio quella di un terzo conflitto a livello mondiale, l’unico modo è far capire ai più giovani che le scuole, gli uffici e i bar in quella giornata sono chiusi perché almeno una volta l’anno, stando a casa rilassati, si possa riflettere su quanto accaduto, si possa addirittura rivivere, grazie agli eventi istituzionali e ai film storici, ciò che accadeva in quegli anni.
Non dimentichiamo ciò che i nostri nonni e ormai anche bisnonni hanno fatto per noi prima di tutto.

 

ByAlessandro Fedele

Ciò che gli elettori non sanno. Dopo il 4 marzo i vincitori hanno un rito…

Ma quindi il Presidente della Repubblica che se lo tengono a fare gli italiani?

Prima di tutto Sergio Matterella, l’attuale Presidente della Repubblica Italiana, è il rappresentante di ogni singolo cittadino e come dice la parola stessa lui è una figura del tutto rappresentativa, ma non quando ci sono le elezioni politiche e in altri casi come l’approvazione delle leggi, questa però è tutta un’altra storia.

Come stiamo vedendo, uno ad uno, il Presidente Mattarella si sta consultando con le persone più famose d’Italia.

Bisogna sapere che dopo il colloquio segreto al Quirinale i leader sentono il bisogno fisiologico di rivolgersi alla stampa spettegolando e raccontando i fatti privati, infatti, in questi giorni, ognuno ha detto la sua, anche in modo cattivo, tanto che in alcuni casi sembrava stessero facendo un provino per girare un film ambientato nel medioevo. Ma questa è un’altra storia.

Dunque il celebre Di Maio ha detto che è di tutti ma non se la fa con tutti – cioè o sei di tutti o non sei di nessuno, ma ad ognuno la libertà di dire ciò che pensa nel momento in cui lo dice – ed ha poi aggiunto che il PD e la Lega firmeranno un contratto tedesco – cioè in Italia si fanno le cose alla tedesca – ovvero basato su un modello tedesco.

In risposta il PD ha, per così dire, sclerato. Affermando che sono tutti malpensanti e che loro non firmano contratti tedeschi, adesso continuano a fare opposizione e basta, rimarranno offesi fino a che non cambieranno le linee guida interne e vinceranno, sicuramente, le prossime elezioni.

Berlusconi, invece, ha sempre portato la Bibbia in mano e sul suo capo c’è sempre stata una grande aureola. Infatti ha detto che lui è pronto a sottoscrivere un contratto tedesco perché magari lo ispira il fatto che in Germania c’è la Merkel ma comunque sembrerebbe che il caro nonno Silvio sia nella lista nera di Giggi Di Maio e quindi, a quanto pare, dovrà aspettare acque migliori per far parte della nuova politica italiana.

Siccome Di Maio vuole fare il contratto tedesco per di più plagiato da quello della Francia, Matteo Salvini ha detto che se lo può scordare, che lui non firmerà mai un contratto plagiato e per di più europeo, cioè multinazionale, o meglio multiraziale. Chiaramente per Matteo questa scelta potrebbe comportare l’autoeliminazione dalla lista bianca di Giggi Di Maio e quindi addio poltrona.

Hai capito te che contraddizioni? Secondo me se ne riparlerà l’anno prossimo. Intanto io aspetto e mi godo i pop-corn. Mi faresti compagnia? Al Quirinale hanno allestito gli spalti apposta per assistere al post buffonarie…

Dai, su con il morale: il prima possibile avremo un Governo italiano che piaccia a tutti anche se per questo dobbiamo aspettare ancora un secolo.

In ogni caso questi sono i dati del 4 marzo scorso, quando gli italiani hanno votato così: la coalizione di centrodestra con il 37% dei voti, la coalizione di centrosinistra con il 22,85%, il M5S col 32,68%, il PD 18,72%, la Lega 17,37%, Forza Italia 14,01%, Fratelli d’Italia 4,35%, Liberi e Uguali 3,39%, Più Europa 2,55%, Noi con l’Italia-UDC 1,30%, Potere al Popolo 1,13%, Casapound 0,95%, Popolo della famiglia 0,66%, Insieme 0,60% e infine Civica Popolare con lo 0,54%.

Questo è tutto quello che hanno fatto gli italiani realizzando una situazione politica, come dire, frammentata, fatta a pezzettini. Ma la colpa per fortuna non è di nessuno, ne tanto meno dei cittadini. Quindi chi rappresenterà gli italiani? Dunque una domanda troppo difficile dato che gli italiani non sono tutti della stessa idea.