Uccisa la Libertà di Stampa: giornalisti obbligati a scrivere il falso

DiAlessandro Fedele

Uccisa la Libertà di Stampa: giornalisti obbligati a scrivere il falso


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L’azione delittuosa della censura

Con questo “articolo” – sperando che sia breve – non si vuole di certo definire la parola “giornale”, perché sapete bene che un giornale è una pubblicazione periodica con la finalità di raccogliere, commentare ed elaborare la critica, oltre che a formare l’opinione pubblica. Sapete ancora meglio che a seguito dell’evoluzione tecnologica oggi molti giornali non sono più cartacei, ma disponibili in internet e questi sono i famosissimi giornali online, caricati su piattaforme digitali dette siti internet. Attenzione però a quei siti che vogliono ingannarvi o che si confondono per giornali ma in realtà sono dei Blog, come questo qui. Nella sezione notizie di questo blog potete trovare una news riguardante le fake news o anche dette bufale, sempre più spesso presenti in finti giornali online.

Il punto della questione che ci accingiamo ad analizzare sono le persone che fanno un giornale o, in alcuni casi, i blog. Questi sono i Giornalisti, professionisti della comunicazione iscritti all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Con quest’ultimo parolone si intuisce che la cosa è molto seria. Solo intorno al milleseicento – molto dopo la nascita della letteratura italiana – comparvero le prime pubblicazioni dei giornali, dapprima disponibili solo ad una classe sociale più abbiente ed istruita, poi divenuta accessibile a tutti. I giornalisti all’epoca erano delle autorità e spesso – qualche volta ancora oggi – erano temuti da noti politici e imprenditori, siccome avrebbero potuto svelare magagne importanti. I giornalisti, però, non sono mai riusciti ad agire con grande libertà, per lo meno non tutti. Certe volte venivano obbligati a scrivere con “la destra” o con “la sinistra” e capirete bene cosa voglia dire ciò. In Italia, per farvi un esempio facilmente accessibile, la Stampa (i Giornali), è stata sotto il controllo fascista per lungo tempo e lì abbiamo visto la censura. Solo più tardi, con la nascita della Repubblica, in Italia si ottenne una grande svolta siccome la Costituzione sanciva con l’articolo 21 al titolo primo, che “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

La questione che stiamo affrontando riguarda solo e unicamente chi il giornale lo compone. Non si è mai capito se i giornalisti abbiano mai guadagnato sufficientemente. Oggi una cosa la sappiamo con certezza: 2,5 milioni di giornalisti sono precari. Certe volte, per ironizzare – anche se ce lo si aspetta – qualche collaboratore di Redazione ha detto: “al mese guadagno – si e no – 20euro lordi”. Indubbiamente sarebbe uno sfruttamento, ma se pensiamo alle spese alle quali vanno incontro gli editori capiamo bene che oggi mantenere un giornale, sopratutto se non è di parte, non è semplice.

La legge sulla libertà di stampa è stata fatta, va bene, ma ciò che terrorizza è il continuo diffondersi dell’oppressione e della censura delle notizie. Se il giornale è tendente a destra guai a quei giornalisti che osano presentarsi con un articolo di elogio alla sinistra, o viceversa. Quando un comunicatore si sente oppresso soffre nell’animo, perché sa e ha giurato di diffondere al pubblico solo e unicamente notizie di cronaca e politica, scienza ed economia che siano attuali e veritiere.

Dire la verità ha sempre impaurito molti, tanto è vero che se qualcuno la racconta qualcun altro minaccia di querela, o di morte, si insomma, di rovinargli la vita finché, chi ha raccontato, non comprende che scrivere la verità ti mette difronte ad un rischio grossissimo. Basti pensare che solo in Italia c’è un numero altissimo di giornalisti sotto scorta o addirittura eliminati a sangue freddo.

È vero la Stampa è fastidiosa certe volte, sopratutto quando racconta con quale donna il Presidente ha tradito la moglie o con quale Banca il Presidente ha sperperato i soldi del popolo. Si sa fin troppo bene come certe volte infastidisca tantissimo la fuga di notizie, il fatto importante è che non bisogna aver paura delle notizie sfuggite di mano se vengono riportate al pubblico raccontando la verità dei fatti. Bisogna allora infuriarsi quando la notizia è riportata con grande superficialità e purtroppo ciò che dilaga oggi è la superficialità dei giornali, che infatti dopo questo rigo smetteranno in tronco di leggere questo articolo di blog – seppure mai lo leggeranno – .

La superficialità – senza entrare nel vivo dell’argomento – è anche vero che è un effetto del moltiplicarsi delle Testate Giornalistiche. Così facendo le notizie sfuggono, vengono anticipate o tanti altri problemi ben noti a chi lavora in una Redazione e alla fine l’effetto è: “non ho più fiducia nei media”.

Ritorniamo alla questione dei giornalisti che vengono censurati, finendo per non scrivere la verità. Qualcuno ha detto che nelle scarpe “mettono i sassolini”. Diversi giornalisti hanno raccontato, dopo anni e anni di soprusi, che venivano costretti a seminare calunnie e cattiverie, screditando chiaramente l’immagine di qualcuno. Con questo modo di fare che si diffonde alla stessa rapidità con la quale si diffonde la peste gli esperti di comunicazione finiscono per non fare il loro lavoro che consiste proprio nel informare i lettori o gli ascoltatori su notizie vere ed attuali. Se ricordate, nella definizione che ben conoscete di “giornale” c’è scritto che serve a formare l’opinione pubblica, cioè i pensieri di ogni persona che alla fine diventano confusi e prevenuti su molte e tante cose.

Dopo queste strazianti righe non dobbiamo perdere la fiducia e per farlo da oggi in poi basterà leggere più giornali, confrontare le notizie e fare molta attenzione a quei quotidiani che più di una volta elogiano o “pompano” fatti inerenti a qualcuno o qualcosa. Restiamo sulla notizia così i giornalisti rimarranno sul pezzo!

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Info sull'autore

Alessandro Fedele administrator

Alessandro Fedele è l'autore di questo blog. È appassionato di attualità ed è redattore presso BelvedereNews