Le belle piante di Natale nascondono insidie e pericoli

Le belle piante di Natale nascondono insidie e pericoli

7 Dicembre 2018 0 Di Vincenzo Iorio

Questo è il mese delle festività Natalizie ed è doveroso augurare a voi lettori buonissime feste, ma è proprio durante queste feste che alcune piante assumono un’importanza molto particolare; parliamo aapunto del Vischio, dell’Agrifoglio, del Pungitopo e della Stella di Natale. Queste specie primeggiano le classifiche delle piante maggiormente vendute dai fiorai in questi giorni di festa. Per non parlare degli abeti utilizzati per il tradizionale albero di Natale. Forse non tutti sanno che alcune di esse sono considerate specie protette e costituirebbe un delitto farne un uso esagerato per mantenere vive certe tradizioni che danneggiano la nostra flora locale. Addirittura la maggior parte di esse sono specie altamente velenose e in questi giorni puntualmente le portiamo all’interno delle nostre case.

Il vischio

È un arbusto sempre verde, alto non più di un metro, di forma spesso quasi sferica, che cresce sugli alberi. Il vischio è quindi una pianta parassita che cresce sfruttando le sostanze nutritive degli alberi parassitati. Si diffonde grazie agli uccelli che cibandosi delle sue bacche, determinano poi la dispersione dei semi, facendoli ricadere sugli alberi insieme ai loro escrementi.

Dalle sue bacche viene estratta la pania, una sostanza fortemente appiccicosa che spalmata su appositi bastoncini, permette di catturare gli uccelli che vi si posano sopra. Le foglie del vischio sono molto velenose, se ingerite possono provocare intossicazioni al livello del sistema gastroenterico. Le Chiese cristiane utilizzavano il vischio come simbolo del Natale, in quanto rappresentava il “sacro legno della croce” e ancora oggi questa pianta è rappresentativa soprattutto nei paesi anglosassoni nelle sacre festività del Natale.

L’agrifoglio

Arbusto sempre verde alto da 6 a 8 metri, appartiene alla famiglia delle Aquifoliacee. In alcune regioni dell’Europa meridionale si rinviene anche come albero pluricentenario con altezza pari a 16 metri. Questa pianta è nota a tutti per le sue foglie coriacee con margini caratterizzati da dentature spinose e dalle sue bacche rosse. La pianta è alquanto velenosa quasi al pari del vischio che abbiamo trattato in precedenza. Sia le bacche che le foglie, se ingerite producono nell’uomo un’ intensa azione lassativa.

Un tempo l’agrifoglio veniva utilizzato come pianta medicinale per alcune peculiarità dei suoi principi attivi. La corteccia raccolta in qualsiasi periodo dell’anno è febbrifuga e utile dopo le polmoniti e le pleuriti. In alcune regioni italiane questa pianta è anche definita “alloro spinoso” o “pungitopo maggiore”.

Il pungitopo

Anche conosciuto come Ruscus aculeatus, appartiene alla famiglia delle liliacee, è una delle poche piante Natalizie non velenose. Durante l’inverno si scorge nel sottobosco con le sue foglie di un bel verde scuro rallegrate dalle bacche rosse. È un piccolo arbusto sempreverde che spesso forma grovigli impenetrabili. Le foglie lucide chiamate cladoli portano al centro i piccoli fiori rosa. È molto usato come diuretico e febbrifugo e inoltre, è molto attivo per il sistema circolatorio, sul quale esercita un effetto tonico più marcato dell’ippocastano che possiede la stessa proprietà.

Forse non tutti sanno che il nome pungitopo che viene dato a questa pianta, è riferito all’uso dei suoi rami che venivano utilizzati nelle dispense per difendere i salami dall’attacco dei topi. Ancora oggi qualche vecchia nonnina contadina usa mettere nella sua dispensa i rami di questa pianta per allontanare i topi che vi si potrebbero introdurre. I giovani germogli primaverili del pungitopo, sono ricercati dai buongustai che li degustano per il loro sapore leggermente amarognolo. Questi getti vengono preparati come verdura ma bisogna essere attenti a raccoglierli appena nascono ad aprile. Più avanti, quando compaiono i primi rametti e il germoglio è diventato una piccola piantina è ormai troppo tardi: il pungitopo si è infatti già indurito resistendo anche ad una prolungata cottura. È inutile dire che anche il pungitopo è considerata specie protetta e bisognerebbe essere rispettosi nella raccolta di questa piantina.

La Stella di Natale

Euphorbia pulcherrima è il suo nome originale ed è una Euforbiacea. Questa pianta da un certo numero di anni è diventata molto diffusa nel periodo Natalizio come pianta per addobbi e per regali. È inutile indicare le caratteristiche che ne permettono il riconoscimento in quanto, proprio per la sua enorme diffusione, è conosciuta da adulti e da bambini. La Stella di Natale, chiamata anche poinsettia è un arbusto perenne dotata di pericolose proprietà velenose.

Le belle brattee rosse possono attirare i bambini. La linfa può causare vesciche alla pelle; se ingerite, le foglie danno vomito, diarrea e possono causare delirio. In alcuni rari casi il decesso.

Può essere interessante a questo punto del discorso notare che a volte tutti noi abbiamo a che fare con piante o cose molto pericolose, l’importante è sempre documentarsi, anche perché “la conoscenza migliora l’uomo della terra” , ma sapere che le nostre amate piante natalizie nascondano caratteristiche molto pericolose non ci deve affatto scoraggiare. Possiamo tranquillamente continuare a comprare a addobare le nostre case con queste piante, l’importante è sempre trattarle con la giusta attenzione. Intanto vi rinnoviamo il nostro più caloroso augurio di Buon Natale.