Le delicate virtù sconosciute del Borago Officinale

Le delicate virtù sconosciute del Borago Officinale

7 Dicembre 2018 0 Di Vincenzo Iorio

Noi umani siamo presenti su questo pianeta da circa 3 o 4 milioni di anni. Per milioni di anni abbiamo mangiato prevalentemente verdure. La nostra conformazione boccale nonché il nostro apparato gastroenterico è fisiologicamente preparato per una alimentazione vegetale. Sulla base di queste considerazioni ed evitando estremismi vegetariani, potremmo dire: rimettiamo le nostre abitudini alle condizioni cui la natura sembra averci predisposto.

Ricordate che i più grandi nutrizionisti indicano le 5 porzioni al giorno fra frutta e verdura come la condizione sufficiente per vivere più a lungo e in salute. Ma attenzione, non crediate che mangiare verdure congelate o addirittura minestroni precotti possa ritenersi un’utile sistema per arricchirsi delle innumerevoli proprietà benefiche contenute. Molte sostanze come le vitamine o altre essenze contenute nelle piante vengono eliminate con la cottura, il congelamento o addirittura con la frullazione.

Una pianticella un tempo molto conosciuta che sta letteralmente scomparendo dalle tavole degli italiani è il Borrogo Officinale.

Borago Officinalis

Il borrago officinale o borragine oppure vurrane è una pianta primaverile, annuale che troviamo spesso fra le macerie o lungo le strade e i sentieri di campagna. Essa è presente per tutta l’estate fino ad un’altitudine di 1800 metri ed è riconoscibile per i suoi splendidi fiori dotati di cinque petali di un colore blu intenso. Gli stami sono invece caratterizzati da un colore nero che contrasta meravigliosamente sul blu dei petali che formano il calice del fiore. In Campania questa pianta è molto diffusa e la si può trovare ovunque.

La borragine è una pianta quasi completamente commestibile, riconoscibile per le sue grandi foglie e il fusto carnoso ricco d’acqua. Essa è da tenere presente al fine apistico in quanto pianta nettifera ricercata. La sua appariscente fioritura è continuamente visitata a molti insetti tra cui api, vespe e bombici. Le foglie possono essere usate come verdura e i fiori sono ricercati dagli cheff per abbellire dessert e gelati. Sempre in Campania è conosciuta con il nome polare di “burraccella”. Nei mercati ortofrutticoli qualche vecchina di campagna la porta ancora a tergo insieme ad altre specialità come la cicoria o la ruchetta. Le nostre massaie del ventesimo secolo però hanno dimenticato il delicato sapore di questa antica pianta e da qualche tempo si osserva una progressiva estinzione della vendita di questo vegetale.

Le sue propietà

È una pianta con proprietà depurative, emollienti, espettoranti, diuretiche, lenitive. Alcuni studi recenti fanno ritenere la borragine una pianta dotata di blande proprietà antitumorali. In modo particolare l’olio estratto dai semi sembra avere queste proprietà. In più è molto ricco di omega-3 e omega-6. L’importante e che non se ne faccia abuso. La borragine è infatti una pianta indicata da vari studiosi come un vegetale perfettamente al limite fra la categoria delle piante commestibili e quelle tossiche.

Secondo alcuni autori…

In alcuni testi, addirittura, ed in modo chiaramente esagerato, alcuni autori la inseriscono fra le specie pericolose. Anche gli spinaci se si consumano troppe volte alla settimana, possono produrre delle alterazioni al nostro metabolismo a causa della presenza di ossalati.

Anticamente il decotto di borragine veniva utilizzato contro i reumatismi. In un litro d’acqua, infatti, si facevano bollire per mezz’ora 10 grammi di foglie secche. Successivamente dopo filtrazione si addolciva con miele e se ne beveva quattro bicchierini al giorno. Il lettore deve anche sapere che esiste il miele di borragine. Quest’ultimo può essere adoperato come dolcificante in numerosi preparati erboristi ed è consigliabile come sedativo e depurativo. Si tratta di un miele delicato poco aromatico e dalle nascoste virtù.