L’amica Rosa Canina dimenticata

L’amica Rosa Canina dimenticata

12 Dicembre 2018 0 Di Vincenzo Iorio

Si è scoperto che la parte vegetale della nostra dieta è sempre più povera di varietà, sempre più monotona e ripetitiva. In poche parole mangiamo sempre le stesse cose. I nostri antenati conoscevano alcune migliaia di specie diverse di vegetali, esse venivano coltivate, raccolte e quindi preparate per le tavole dell’epoca. Un’ enorme varietà di funghi, erbe, cereali e frutti, oggi considerati rari e selvatici costituivano i menù di allora.

Il primo passo per rimediare a questa sconcertante perdita di “valori ecologici”, che i nostri nonni conoscevano molto bene, potrebbe essere la conoscenza graduale di questa ricchezza. Cominciamo quindi a fare la nostra conoscenza con le nostre care amiche dimenticate. Una pianta molto conosciuta da tutti i fitoterapici ed anche dagli amanti della natura è la rosa canina, ed è prorpio questa la pianta dalle tante caratteristiche e propietà spesso sconosciute o dimenticate.

Rosa Canina

La rosa canina o rosa di macchia è un arbusto a forma di cespuglio. La famiglia delle rose è una famiglia dotata di un numero elevatissimo di varietà di specie e di sottospecie. Basti pensare che oggi i botanici sono costretti ad elencare queste varietà utilizzando al posto dei nomi i numeri . La varietà selvatica è invece dotata di un numero minore di specie. I fiori  sono di uno splendido colore rosa e sono dotati di 5 petali. Si conoscono circa 20 varietà di rosa di macchia, tutte commestibili, e la rosa canina costituisce l’esemplare più diffuso.

Quando il fiore appassisce il ricettacolo o ovario, diventa carnoso e di colore rosso. Questo falso frutto chiamato cinorrode o comunemente bacca, contiene all’interno un certo numero di semini (veri frutti) e una grande quantità di pelini urticanti. Utilizzando un coltellino per aprire i cinorrodi ed eliminando i semini e i peli urticanti, può essere mangiata la buccia rossa.

La polpa della buccia è dotata di un caratteristico sapore acidulo molto ricercata dagli uccelli soprattutto dopo le prime gelate di ottobre che la rendono più tenera. Queste bacche sono ricche di vitamina C. Basti pensare che alcuni cinorrodi ne possono contenere fino a 200 mg. La vitamina C (acido ascorbico levogiro) è una sostanza molto importante per l’alimentazione umana. Un individuo adulto ha un fabbisogno giornaliero di circa 60 mg, e recenti studi hanno stabilito che paradossalmente alcune abitudini alimentari sbagliate, introducono un ridotto apporto di questa vitamina nella nostra alimentazione.

Gli effetti della sua vitamina

La vitamina C è ormai stata elencata fra le sostanze con potente azione anticancro per la sua capacità ossidativa. La molecola di questa vitamina esplica con estrema efficacia un azione di protezione della membrana cellulare grazie alla sua capacità di combattere i radicali liberi. Forse non tutti sanno che per esplicare questa azione la vitamina C ha bisogno della partecipazione di altre sostanze molto importanti chiamate riboflavanoli. Queste ultime sono contenute nei vegetali che contengono questa vitamina. Le bacche rosse di rosa canina, i limoni o gli aranci sono pieni di riboflavanoli (OPC) indispensabili per catalizzare l’effetto protettivo della vitamina C.

Come sfruttarla per uso domestico?

Grazie al tenore elevato di vitamina C contenuta nelle bacche di rosa canina, si possono preparare anche degli ottimi decotti vitaminizzanti. Basta a questo punto usare un pentolino come quello che usiamo per riscaldare il latte, riempirlo per metà di acqua (circa 2 tazze da latte) e porre sulla piastra di un fornello per alcuni minuti fino. Appena quest’ultima bolle aggiungere alcune bacche (8/10) e continuare a far bollire per 10 minuti.

Potrai bere l’acqua rosa che si sarà prodotta dopo averla zuccherata con uno o due cucchiaini di zucchero. Anche se il calore è deleterio per la vitamina C, l’elevata quantità contenuta nelle bacche consentirà alla fine di avere un decotto molto ricco e dotato di capacità remineralizzanti e febbrifugo.  I semini contenuti all’interno delle bacche se raccolti separatamente possono essere adoperati con successo come sedativi. Per avere un certo effetto, è necessario preparare un infuso con un certo numero di semini pari a quelli contenuti in quattro o cinque bacche di rosa canina.

Anche le foglie e i petali dei fiori sono importanti. Questi ultimi sono utilizzati per ottenere creme rassodanti e rinfrescanti per la bellezza del viso. La polpa delle stesse bacche rosse, privata dei semini urticanti e frullata in modo da ottenere una pasta cremosa, può essere usata con successo per la pelle stanca e disidratata. Questa pianta vive sparsa per i monti fino a 1300 metri di altezza. In alcune pendenze delle catene montuose più alte che circondano il nostro territorio casertano, si possono scorgere siepi di questa preziosa pianta.

Le bacche rosse si raccolgono nel mese di settembre o di ottobre.  Anticamente la rosa canina costituiva un indispensabile integratore di vitamine per tutti gli abitanti delle montagne. Oggi è molto usata in cosmesi e in erboristeria. Bisogna però osservare una grande attenzione quando si esce per raccogliere questo frutto. La natura presenta una grande varietà di bacche rosse che sono a prima vista simili alla rosa canina ma sono tossiche.