Una pianta meravigliosa: il Biancospino

Una pianta meravigliosa: il Biancospino

8 Gennaio 2019 0 Di Vincenzo Iorio

Il biancospino è un arbusto estremamente rustico e frugale. Appartiene alla famiglia delle rosacee, quindi è  un vicino botanico del Pero e del Melo.  Le sue bianche infiorescenze sono dotate di un candore unico e di un profumo delicato. È una pianta che fiorisce con precisi appuntamenti primaverili.

Si conoscono due tipi fondamentali di biancospino, il Crataegus Oxyacantha (o Laevigata) i cui fiori hanno due o tre stili e le foglie sono poco frastagliate emolto lucide e il C. Monogyna, che ha un solo stilo e le cui foglie sono profondamente lobate. Queste piante fioriscono entrambe in maggio. Il C. Monogyna fiorisce una quindicina di giorni dopo la fioritura del C. Oxyacantha.

Forse non tutti sanno che queste piante possono raggiungere i 500 anni di vita, hanno lunghe spine e legno durissimo. Gadeau de kerville nel libro” I vecchi alberi della Normandia” cita che a Bouquetot nell’Eure un biancospino che, alla fine del secolo scorso aveva circa 540 anni, era dotato di una circonferenza del tronco (misurata ad un metro dal suolo), di oltre i due metri.

Una painta-medicinale

Il biancospino è una pianta medicinale importante. Recentemente alcuni medici americani hanno verificato le proprietà tranquillanti e toniche cardiache dei suoi fiori. Le infusioni dei fiori hanno la capacità di correggere l’ipertensione sanguigna, l’aritmia, la tachicardia, le palpitazioni, l’insonnia, l’irritabilità, l’emotività e l’ansietà.

Alla fine della stagione estiva si possono raccogliere le bacche rosse (drupe), che anche se non sono dotate di un sapore invitante sono perfettamente commestibili. Nella preistoria, gli uomini si cibavano di queste drupe che abbondavano stracolme sui rami della pianta.

In relazione agli attuali modelli di vita che oggi si stanno percorrendo, questa pianta è considerata un toccasana perfetto e meraviglioso. I migliori risultati per i casi più ostinati di ansia o insonnia di origine nervosa si possono curare attraverso l’infuso dei soli fiori di biancospino in una tazza di acqua calda dolcificata con miele di borragine o zucchero di canna. Utilizzandola senza esagerare è quanto di meglio la natura può offrire.

Recenti studi, hanno verificato che  la tisana di biancospino, può essere utilizzata come decongestionante del sistema circolatorio per una accertata azione antagonista sull’arteriosclerosi. La corteccia del biancospino veniva utilizzata in passato come febbrifugo.

Se attraverso lo studio e la conoscenza di queste piante meravigliose nasce spontanea la scintilla dell’amore per esse, siamo già a metà strada del nostro cammino per la salvaguardia di questo patrimonio. Ma dobbiamo fare di più.

Circondare le nostre case di piante che, con la nostra premurosa cura, si innalzano rigogliose quasi a significare il nostro interesse per la natura, non basta; occorre un nostro evidente contributo, sufficiente a garantire che il nostro amore è esteso a tutto il nostro patrimonio vegetale. Dobbiamo insegnare ai nostri amici, ai nostri figli e a tutti gli altri, il rispetto degli spazi verdi della nostra città, il rispetto delle aree boschive, il piacere di ammirare, cogliere, ed utilizzare quelle risorse che hanno permesso lentamente nel tempo la nostra stessa esistenza.